lunedì 30 maggio 2016

Daniel Libeskind - Alba 5D

Daniel Libeskind è un architetto polacco naturalizzato statunitense, esponente della corrente del decostruttivismo. Nasce a lodz in Polonia nel 1946, si sposta con la famiglia in Israele nel 1957 e si stabilisce infine a New York nel 1959. In seguito al conseguimento della laurea in architettura, si sposta in inghilterra per ottenere la specializzazione in Storia e Teoria dell'architettura, in seguito rimarrà in Inghilterra come professore presso l'Architectural Association e poi insegnerà in diverse università Europee e persino in Giappone. Durante gli anni '80 Lascia l'insegnamento e si sposta a Milano dove fonda L'Architecture Intermundium, l'esperienza in Italia non gli darà però grandi soddisfazioni dal punto di vista lavorativo. Così dopo 4 anni in italia si sposta in Germania, dove vince l'assegnazione del progetto per l'ampliamento del museo ebraico di Berlino, completato nel 1999 e che costituirà il suo primo successo internazionale. Dal 1989 dunque, la carriera di Daniel Libeskind spicca il volo, e porterá l'architetto polacco-americano a progettare e realizzare diverse strutture architettoniche in giro per il mondo tra cui il già citato museo di berlino, l'imperial war museum north di Manchester o le piú recenti Residenze di Milano che portano il suo nome.

sabato 28 maggio 2016

Suggestione - Residenze Libeskind - Piazza Elsa Morante - Alba 5D

Quando mi sono recato a fotografare le Residenze Libeskind, andando alla ricerca delle migliori angolazioni possibili, ho finito per girare intorno alla residenze ritrovandomi dopo pochi minuti in piazza Elsa Morante. Il posto mi ha colpito in quanto sembra essere l'ideale punto di ritrovo per ammirare le opere di architettura che sorgono nell'area del city life, oltre che essere un ottimo luogo per passare un pomeriggio in quanto è circondato dal verde. Da qui sono visibili oltre alle Residenze Libeskind, anche la torre Isozaki, le residenze Hadid, e la torre Hadid.














La Corte Verde Verde di Corso Como - Suggestioni

La Corte Verde di Corse Como non si nota subito poiché situata in una via minore dietro Corso Como, e nascosta dunque dagli alti edifici che si sviluppano verso l'alto, caratterizzati da grandi vetrate e ampie curve. Una volta girato l'angolo però, improvvisamente la frenesia tipica di una zona così movimentata e piena di negozi, sparisce. Ci si trova quindi di fronte a un edificio che trova il giusto equilibrio tra modernità e ripresa dell'antico, inserendosi perfettamente nel contesto circostante, garantendo inoltre la tranquillità. Occorre poi guardare meglio nei dettagli la residenza per cogliere a pieno il concetto alla base del progetto, così da notare l'armonia delle curve e lutilizzo dei materiali.












venerdì 27 maggio 2016

Suggestioni-La curvatura della Torre Libeskind


Suggestioni-La curvatura della Torre Libeskind


Nonostante il design della torre progettata dall'architetto di fama mondiale Daniel Libeskind possa sembrare innovativo ha come maggiore fonte di ispirazione il Rinascimento italiano.

Libeskind stesso ha spiegato di essersi ispirato “alla storia dell'arte e all'architettura di Milano”.

La caratteristica forma curva dell'edificio infatti ha radici provenienti da numerose opere milanesi del passato.

La Cupola Rinascimentale è l’elemento a cui si ispira la curvatura Torre Libeskin, concava rispetto a “Piazza tre Torri” cosi' da creare “un’implicita cupola all’aria aperta che richiama quella della galleria Vittorio Emanuele”.

La forma è quindi funzionale a creare, insieme alle altre torri, una sorta di spazio pubblico chiuso ma all' aria aperta: lo spazio interno diventa anche un elemento territoriale.

Il grattacielo «trasmetterà intimità seppure collocato in una piazza molto ampia»

Altro importantissimo elemento chiave per il disegno della torre sono stati i disegni del progetto di Leonardo Da Vinci per il Duomo di Milano, mai realizzato.

L'architetto si inoltre ispirato alle curve ininterrotte della Pietà Rondanini di Michelangelo, conservata all Castello Sforzesco.





 
 
                                                                                                               (Fonti immagini: libeskind.com)

giovedì 26 maggio 2016

Architetti Vodafone Village

ROBERTO MORISI
Nasce a Venezia nel 1926 dove si laurea in Architettura nel 1949. Esercita l'attività professionale a Trieste fino al 1952. Si trasferisce a Milano dove apre uno studio e si specializza in c.a. al Politecnico. Dal 1956 al 1975 affianca Luigi Moretti in Italia, Stati Uniti d'America e Canada nella progettazione di imponenti opere.
Nel contempo progetta numerosi edifici e complessi in città, sui laghi e in Riviera. Dal 1970 al 1985 conduce straordinarie esperienze professionali in Algeria realizzando lavori di grande respiro e a tutto campo in moltissime città e regioni del paese. Progetta inoltre in molti Paesi Arabi, Sud Est Asiatico, Brasile, Germania e Svizzera.
Nel corso della sua attività sviluppa i più svariati aspetti della progettazione: dall'urbanistica alla prefabbricazione, all'interior design, misurandosi soprattutto con temi legati a grandi complessi architettonici. Dal 1985 ad oggi svolge attività prevalentemente in Italia dedicandosi ad opere di significativa qualità architettonica in particolare nel settore degli edifici per il terziario avanzato.

RONAL GANTES
Nato ad Arona nel 1945, si laurea la Politecnico di Milano nel 1969 e dal 1970 dirige un suo studio professionale, la cui attività si svolge prevalentemente in ambito nazionale. Sin dagli inizi dell’attività professionale si specializza nelle realizzazioni di spazi ad uso terziario-amministrativo, in particolare con progetti di nuova edificazione e di riqualificazione di spazi ad uso uffici.Oltre al terziario, nel corso degli anni ha affrontato svariate tematiche tra le quali: complessi alberghieri, edifici per servizi e centri per la ricerca ed industria.
Insieme alla progettazione architettonica, svolge varie attività nel campo dell’edilizia, dalla Pianificazione e Progettazione Urbanistica, agli Studi di Fattibilità Tecnico-economica, occupandosi anche di Consulenza Tecniche agli operatori del settore.
Negli ultimi anni la sua attività di progettazione si è orientata verso le tematiche della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, divenendo il core business dell’attività promossa con la PRP Srl di cui è Direttore Tecnico.

FONTI: http://www.prp.it/studio.php
http://www.ordinearchitetti.mi.it/it/mappe/milanochecambia/edificio/251-vodafone-village/172-vodafone-village

domenica 22 maggio 2016

Suggestioni - Princi - Francesco Manzoni

Giunti in piazza XXV Aprile non si può far a meno di notare il moderno locale che ospita la famosa attività Princi.
Dalle ampie vetrate è possibile intravedere il bancone con le innumerevoli prelibatezze che offre questo negozio.
Tra tutte le specialità colpiscono soprattutto i prodotti della pasticceria, tra cui crostatine, cheesecake, brioche e madeleine con goccie di cioccolato.
Prima di questa attività c'era una pizzeria; ora, a differenza degli altri punti vendita, qui è possibile degustare le famose pizze e piatti caldi preparati nella cucina a vista.
















OPEN HOUSE MILANO: MUDEC (Museo delle Culture)


Il nuovo Museo delle Culture di Milano, situato in via Tortona 56, rientra in un progetto di riqualificazione della vecchia area industriale dell’Ansaldo, dietro Porta Genova. Il progetto, già ideato negli anni ’80, è stato attuato soltanto negli anni ’90 ed è andato a riutilizzare gli ex spazi industriali per uso culturale. In particolare il MUDEC si presenta come un grande spazio espositivo. All’interno possiamo trovare una mostra permanente di Raccolte etnografiche (opere e oggetti soprattutto africani e asiatici) recuperate dal Castello Sforzesco dopo la Seconda Guerra Mondiale. A causa dei bombardamenti e dell’incendio dell’ala del castello che custodiva i manufatti, molti di questi sono andati distrutti. Gli altri spazi sono dedicati a mostre temporanee: interessante è in questo periodo visitare la mostra “Sempering” che, in occasione della XXI Triennale di Milano, tratta le diverse tecniche di uso dei materiali nel design e nell’architettura.Interessante e assolutamente affascinante è l’architettura dell’edificio. L’area espositiva è disposta su 17.000 mq e si sviluppa intorno a un atrio centrale al primo piano. Il piano terra è dedicato all’accoglienza dei visitatori, con la presenza di bookshop, ristorante e bar. Il progetto è stato affidato all’architetto David Chipperfield che ha deciso di lasciare invariato l’edificio esterno, ma ha rivoluzionato l’ex mensa della fabbrica, in particolare costruendo una suggestiva copertura interamente fatta di vetro rinforzato sopra l’atrio centrale. Quest’ultima, che ricorda la forma di un quadrifoglio, oltre a conferire una grande luminosità durante il giorno, viene illuminata con colori diversi di notte, andando così a creare un effetto affascinante e stupefacente. Ad essa si accede attraverso una scalinata dall’atrio inferiore.


Purtroppo gli attriti tra l’architetto e i costruttori non sono mancati. Infatti quest’ultimo, in seguito a una sbagliata costruzione del pavimento, ha deciso di non mettere mai piede nell’edificio e di rifiutare l’attribuzione del progetto al suo studio. Resta comunque notevole la copertura in vetro, diventata ormai il simbolo che contraddistingue questo nuovo centro culturale di Milano.